Con l’inaugurazione di venerdì 19 settembre inizia l’appuntamento con Sette Stanze, la mostra dell’artista Andrea Mastrovito al Palazzo Ducale di Sassuolo (MO).
Oltre alla personale e alle opere inedite dell’autore (alcune create in occasione della mostra e pertanto visibili in anteprima solo in questa sede), a stupire i visitatori ci sarà anche l’allestimento unico previsto per questa esclusiva esposizione.
Iniziando dal piano terra, sarà possibile ammirare MCm – Minimo Comune multiplo, la grande tavola realizzata a pastello che ha dato nome all’omonima mostra e che ora apre l’esperienza a Palazzo Ducale.
L’installazione è collocata nella sala dedicata alla mostra “Tra Corte e Fabbrica”, in cui sono esposti diversi pezzi ceramici unici che, in un ideale percorso tra Palazzo Ducale e il museo storico d’impresa Galleria Marca Corona, offrono una panoramica completa della storia del distretto ceramico sassolese.
L’opera MCm – Minimo Comune multiplo è un vero e proprio mosaico di piastrelle cartacee che riproduce una fotografia storica dove sono raffigurati i dipendenti di Marca Corona e la compagine aziendale del secondo dopoguerra.
Il quadro è caratterizzato dall’uso di un solo tono, il blu, scelto per la sua forte carica evocativa. Un colore che richiama le maioliche – anch’esse presenti nei camini del Palazzo Ducale – e la tradizione storica e culturale del Ducato Estense, culla del distretto ceramico di Sassuolo a partire dal 1741.
Su quest’immagine, l’artista ha integrato una serie di frottage di oggetti d’uso quotidiano, disegnati dagli attuali lavoratori dell’azienda nell’ambito del progetto di arte collettiva e partecipata di Marca Corona per l’Arte.
Il progetto espositivo prosegue al 1° piano, nelle stanze dell’appartamento stuccato, dove le opere di Mastrovito instaurano un dialogo diretto con i monocromi della Collezione Panza.
I capolavori di Sims, Spalletti, Simpson, Roeth, Litzmann e Appleby divengono così varchi dove l’artista si affaccia per intercettare colori e strutture, tracce “di infinito che si materializza, un angolo di cielo che cade sulla terra”, parafrasando lo stesso Panza.
Attraverso allestimenti inediti e site specific, Mastrovito si avvale di volumi illustrati di varia natura e, sottraendoli alla bidimensionalità, compone aiuole, cieli e mari di carta in armonia con le geometrie dei pavimenti e le cromie delle grandi tele appese alle pareti, semplicemente ripetendo centinaia di volte il gesto di tagliare e piegare pagine.
Qui protagonista è la macro opera Enciclopedia dei fiori da giardino, insieme a nuovi lavori inediti che verranno svelati proprio durante la mostra.